Salvo
Di Matteo


Gruppo Editoriale D'Agostino

Il Palazzo D'Orleans
dl Salvo Di Matteo
1983


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Salvo
Di Matteo


Gruppo Editoriale D'Agostino

Il Palazzo D'Orleans
dl Salvo Di Matteo
2003


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Introduzione

Indice

Salvo Di Matteo

 

Introduzione

Questo libro offre nuovi profili della bisecolare vicenda storica, per tanti versi inconsueta, del Palazzo d’Orléans di Palermo (e dell’ampio territorio che in passato ne fu pertinenza); poiché le cose vivono per gli uomini e per esse e con essi maturano, è anche la storia delle umane vicende che attorno a questo edificio e all’interno delle sue mura si compirono.
Quando mi venne proposto di tornare a occuparmi dell’argomento, del quale più di vent’anni prima già avevo scritto, pensavo che non avrei potuto che ripetermi. Il laborioso reperimento di un cospicuo patrimonio archivistico, soprattutto negli antichi fondi notarili, ma anche di mano pubblica, dischiudendomi inattese e illuminanti prospettive, ha imposto consistenti revisioni e offerto prezioso materiale per una nuova trattazione.
Da ciò si sostanzia e trae ragione l’opera.

 

Indice


AVVERTENZA

CAPITOLO I
Tanti secoli fa, nel luogo in cui sorsero il palazzo e il parco d’Orléans si stendevano a perdita di sguardo i lussureggianti giardini della Milza - Il Kemonia, torrente turbolento e malfido - L’ubertosa vallata del mercante Onorio Garofalo - L’impresa agricola del principe di Aci e una riserva di caccia popolata di cinghiali e di gazzelle - Il piano di S. Teresa, oggi piazza Indipendenza, e il sorgere, a metà del Settecento, delle prime abitazioni ad opera di Giovanni Gerardi - La fontana del senile amore del viceré Colonna - L’ineffabile abate Monroy, principe e truffatore - Costruisce il primo nucleo del palazzo (1775), ma esso era assai più piccolo di quello attuale - La storia d’una incauta malleveria e la confisca del casamento - Il palazzo, messo all’asta, è acquistato dal mercante Antonino Oliveri - Una fortunata ascesa capitalistica - L’Oliveri fa eseguire l’ampliamento dell’edificio a destra e a sinistra e la sua sopraelevazione al terzo piano (1784-1806) - E intanto ne dà in locazione i vari appartamenti - Il rinnovamento architettonico a Palermo: un’arte di transizione che preannuncia il neoclassico - La rigorosa morfologia del palazzo e la distribuzione interna dei vani.

CAPITOLO II
La Corte a Palermo - Arriva, proscritto e povero, Luigi Filippo d’Orléans (1808) - Le materne ansie della regina Maria Carolina: una principessa da marito, ma "touts les princes sont dépouillés, ruinés et n’osent penser au mariage" - L’incontro con Maria Amalia - Nozze principesche in terra d’esilio - Un palazzo per Luigi Filippo e Maria Amalia - Feconda fase d’operosità: ulteriore ampliamento dell’edificio e grandi interventi di trasformazione (ma questo duca ha proprio "il mal della pietra"!) - Viene incorporata nel palazzo la contigua casa Greco - La realizzazione del salone delle colonne, adibito a camera da letto dei principi, e della cappella - L’opera del regio capomastro Giuseppe Patricolo - Stuccatori, marmorari, decoratori, pittori e altre maestranze - La nuova distribuzione interna dei vani - Pitture e ornati di solenne espressività neoclassica - Una grande tela di "S. Rosalia" del Velasquez per la cappella - Elia Interguglielmini dipinge la serie dei pannelli sovrapporta - Il consolidamento delle fondazioni e la realizzazione delle cantine nelle antiche grotte della scarpata del Maltempo - Un solenne arredamento Impero - L’aristocratica aulicità del piano nobile.

CAPITOLO III
Il sereno soggiorno dei principi a Bagheria e la nascita del delfino - Il trasferimento e la sistemazione nel palazzo di Palermo (16 gennaio 1812) - Una piccola corte - Il re dispone l’acquisto dell’edificio e delle case contigue - Pagati con fondi del regio erario la casa Greco e il giardinetto Gerardi (ma il prezzo è recuperato sull’appannaggio dotale di Maria Amalia) - Luigi Filippo acquista le case Gerardi e Bentivegna (sulla loro area sorge oggi il moderno edificio per uffici della Presidenza della Regione) - Il contratto d’acquisto del palazzo (26 agosto 1813) - Il duca compra i terreni retrostanti, per una superficie d’oltre sette ettari, e ne realizza la sistemazione - Un po’ villa, ma soprattutto orto e frutteto - Quella stupenda scultura di Baccante in riposo l’ha fatta, forse, il Villareale - C’è anche un piccolo "ospedale delle piante" ornato di affreschi paesaggistici - La messa a dimora del grande ficus magnoliaefolia - Nascita di due principesse - Salotto raffinato, ma anche centro d’opposizione - Il contrasto coi Borboni - Luigi Filippo appoggia il movimento costituzionale - Familiari rapporti col principe di Belmonte - La malaccorta politica del re e gli errori della regina - Detta legge il terribile lord Bentick, plenipotenziario britannico e comandante dell’armata inglese - Si vocifera d’un governo presieduto dal duca d’Orléans - La proscrizione di Maria Carolina dalla Sicilia - Ritorno in patria (27 luglio 1814) - La tenuta è lasciata all’amministrazione del sacerdote Potenzano - All’asta carrozze, cavalli, ortaggi e parte del mobilio - Anni di decadenza: gli appartamenti dell’edificio dati in affitto, il giardino in gabella - Luigi Filippo, re in esilio, muore in Inghilterra (1850); Maria Amalia fa donazione della tenuta palermitana al figlio Enrico d’Aumale (1856).

CAPITOLO IV
Il duca d’Aumale: una felice fase di rinnovamento - L’ampliamento dell’ala secondaria del palazzo mediante l’incorporazione e la sopraelevazione della contigua casa Vitale (1857) - La realizzazione del secondo salone di rappresentanza e la costruzione della rampa di accesso al giardino - La camera da letto del principe è trasferita nell’ultima stanza all’estremità est del piano nobile (oggi studio del Presidente della Regione) - Un sobrio arredamento - Lo Zucco, immenso latifondo di seimila ettari - Con una serie di contratti d’acquisto, in pochi anni (1857-1875), portata a 63 ettari la tenuta palermitana - Il duca d’Aumale acquista anche tutte le case alla sinistra del palazzo e quelle prospettanti sul corso Tuköry e sulla via Brasa - Attua vasti piani di miglioria agricola e di irrigazione: l’opera dell’architetto Giachery - "Pochi giardini vi sono di così belli in Italia e nella stessa Europa" (De Flers) - I silenziosi e tristi soggiorni del principe - L’incontro col segretario di Vittorio Emanuele II e i discreti controlli della polizia borbonica - La visita a palazzo del nipote conte di Parigi - Col pronipote Roberto nella tenuta di Palermo e allo Zucco e l’incontro con l’imperatrice Eugenia - Morte allo Zucco (7 maggio 1897) - La proprietà palermitana è ereditata da Roberto Luigi Filippo d’Orléans - Gli irrequieti viaggi del principe in esilio - Viene demolita la cortina edilizia alla sinistra del palazzo e sono realizzate la loggetta con la sala da scherma e l’inferriata di recinzione del parco - La vendita dello Zucco (1923) - Bandiere abbrunate: agonia e morte di Roberto d’Orléans nel palazzo di Palermo (28 marzo 1926) - La tenuta passa alla sorella Maria Amalia, regina del Portogallo - Il palazzo è dichiarato di notevole interesse pubblico - Viene venduto al duca di Giusa, cugino di Maria Amalia (18 aprile 1928) - Un parco di 67 ettari - Fastosi ricevimenti per le nozze dei figli del duca di Guisa: Francesca d’Orléans sposa il principe Cristoforo di Grecia (10 febbraio 1929), Enrico d’Orléans conte di Parigi sposa la cugina Isabella d’Orléans-Bragance (8 aprile 1931) - Muore nel 1940 il duca di Guisa e la tenuta palermitana passa ai figli Isabella, Francesca, Anna ed Enrico.

CAPITOLO V
Anni di guerra e d’abbandono - 1940: lo Stato italiano requisisce la tenuta - Entrano in città gli americani e il palazzo diviene residenza degli ufficiali del Comando alleato - L’insediamento nel 1945 degli uffici dell’Alto Commissariato per la Sicilia - Sede della Presidenza della Regione (1947) - Viene rinnovato lo stato di requisizione - La Commissione di conciliazione italo-francese impone la restituzione dell’immobile ai proprietari, e intanto ne determina il valore - La Regione acquista il palazzo la contigua casa Gerardi-Bentivegna e con la parte residua dell’antico parco, circa tre ettari e mezzo (20 gennaio 1955) - Già nel 1950 il conte di Parigi ha venduto 40 ettari della tenuta all’Università degli studi e altri lotti ad alcuni privati - Consistenti opere di consolidamento delle strutture e di modifica degli ambienti - La nuova cappella - L’abbattimento della casa Gerardi-Bentivegna e la costruzione nell’area di risulta del moderno edificio per gli uffici regionali (1956-1972) - L’ulteriore modifica del terzo piano e la realizzazione del grande salone di riunione della Giunta regionale (1982-83) - La sistemazione della villa: uno splendido parco all’italiana - L’impianto zoologico.

TAVOLE A COLORI

DOCUMENTI

IN GIRO PER IL PALAZZO E PER IL PARCO

(documenti fotografici)

FONTI E BIBLIOGRAFIA

INDICE DEI NOMI