Salvo
Di Matteo


ISSPE - Istituto Siciliano
di Studi politici ed economici

Viaggiatori
Stranieri in Sicilia

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Introduzione

Indice

Salvo Di Matteo

 

Introduzione di Orazio Cancila

Scontato, accostandosi all’ultima opera di Salvo Di Matteo "Viaggiatori stranieri in Sicilia dagli Arabi alla seconda metà del XX secolo", che parla di coloro che dall’età degli Arabi vennero in Sicilia e del loro passaggio lasciarono un segno, falange cospicua di viaggiatori in movimento attraverso una terra che, più di ogni altra e forse unica, ai suoi esploratori seppe suscitare sensazioni contraddittorie, imporre confronti ardui, trasmettere esperienze straordinarie, scontato - dicevo - rimeditare la celebre asserzione di Giovanni Gentile: "L’isola era stata sempre sequestrata, a causa del mare e della scarsezza dei commerci, da ogni relazione col resto del mondo".
Il filosofo castelvetranese affidava la propria persuasione soprattutto all’attestazione del La Lumia, autore di un saggio - antesignano della storiografia sul tema - sui viaggiatori del Settecento in Sicilia, il quale un trentacinquennio prima così aveva dato identità ai fattori espressivi di quell’isolamento storico e geografico: "Qualche archeologo o artista che la curiosità de’ monumenti antichissimi traeva a percorrere i lidi incantevoli ove grandeggiarono un dì Siracusa e Agrigento; qualche commerciante straniero che le occasioni del traffico spingevano sui mercati di Palermo o Messina; pochissimi viaggi periodici (due o tre in ciascun mese) tra Palermo e Napoli, e questi stessi malsicuri e incerti...: ecco lo stato degli usuali rapporti che legavano alla terraferma questa estrema parte d’Italia".
E non valeva che, nel primo trentennio dell’Ottocento, un francese che in Sicilia aveva viaggiato, Achille-étienne Gigault de la Salle, redigendo il ragguaglio della propria periegesi, avesse per converso vantato il ruolo centripeto assolto dall’isola sul piano turistico (mi si passi l’anacronismo del termine) e su quello culturale: "Essa ha spesso richiamato su di sé un vivo interesse, esaltato l’immaginazione del viaggiatore ed offerto alla scienza inesauribili conoscenze".
Una Sicilia segregata, allora, almeno fino all’età risorgimentale, esclusa dalla tela dei percorsi geografici e delle interrelazioni culturali che attraversavano il Mediterraneo, astratta e remota entità fisica, avvolta nei soporiferi vapori delle memorie classiche, o, al contrario, polo di attrazione di schiere di escursionisti che, travalicando quella sorta di Colonne d’Ercole dell’Italia che di fatto per tanto tempo furono le sponde del Garigliano, cedevano agli allettamenti di una terra depositaria di una eredità classica dalle grandi attrattive, posta all’incrocio fra civiltà occidentale, Africa e Oriente, che seppe dare ininterrotto soddisfacimento alle istanze dei suoi pellegrini, numerosi e perenni questuanti della conoscenza?
Se, da un canto, il singolare infortunio nel quale erano incorsi i redattori della francese Encyclopédie - quel gran portato della razionalità e dell’aggiornato sapere di una intellettualità che si identificava esponenzialmente nel "secolo dei Lumi" - sembrava suffragare l’assunto gentiliano di una esclusione dell’isola dal contesto delle relazioni e delle comuni conoscenze (gli enciclopedisti avevano descritto Palermo come città "distrutta da un terremoto" che in passato era sorta sulla costa settentrionale della Sicilia), e se il fiorire negli stessi anni in ambiente cosmopolita di una ricca letteratura periegetica intorno all’isola, che per tutto un sessantennio almeno professò il senso e gli stupori della "scoperta" e manifestò la pedagogica esigenza della comunicazione all’Europa delle novità conosciute, sembra giustificare l’amara sintesi offerta dal La Lumia, inducendo a opinare che solo allora e grazie ad essa la Sicilia veniva a rivelarsi in ambiente internazionale, bisogna dire però che mai, prima d’allora, fin dagli anni della civiltà islamica, per restare ancorati al confine cronologico di quest’opera, la Sicilia fu di fatto estranea al circuito dei viaggi, esclusa dall’interesse delle esplorazioni, preclusa alle presenze forestiere, sconosciuta alle cosmografie.
È vero, ne mancò l’attestazione, o, meglio, la degna attestazione, e fino a tardi Napoli costituì la frontiera oltre la quale erant leones, perché i trattati geografici fino al tramonto dei Seicento le dedicavano solo poche e superficiali informazioni, frutto spesso di nozioni raccogliticce e fallaci; ma fornivano le essenziali notizie ai viandanti Itineraria e Deliciae Italiae, primordiali manuali di viaggio che, in occasione delle celebrazioni degli Anni Santi, a partire dalla seconda metà del Cinquecento, agevolarono i pellegrinaggi delle ingenti masse di fedeli che da ogni luogo si spostavano alla volta delle basiliche apostoliche, non di rado poi sciamando per l’Italia: e proprio una tale circostanza convince dell’appartenenza della Sicilia, in qualche misura, al circuito dell’Europa viaggiata.
Né il fenomeno può dirsi che fosse solo di quei primi secoli dell’età moderna: dovremmo credere altrimenti che, quando la Sicilia, prima dell’anno Mille, nel pieno fulgore dell’età islamica, già rifletteva all’intorno i bagliori di una civiltà ignota ad ogni altra parte d’Italia, soltanto gli iracheni Al-Mâsudî e Ibn Hawqual e il gerosolimitano Al-Muqaddasî siano venuti a calcarne i percorsi, o non sarà piuttosto da ritenersi che, di una ben più cospicua schiera di mercanti e di viaggiatori, di naviganti e di sapienti che viaggiarono per i suoi mari e le sue contrade in tempi in cui la Sicilia aveva relazioni incrociate coi Paesi dei musulmani e con l’Europa, essi siano i soli dei quali ci siano pervenute le relazioni, o i soli che ne abbiano scritte?
Nei successivi secoli del medioevo, l’isola continuò ad essere terra di transiti e addirittura "center of travel-interest", come si esprime G. B. Parks (The English Traveler to Italy), per genti di varie nazionalità ed estrazioni, provenienti da Occidente e Settentrione: per monaci e dignitari di Corte, militi e trovatori, crociati e pellegrini, e ancora per viaggiatori arabi che enfaticamente ne esaltarono poi le mirifiche qualità; ed ebbe parte in tutte le cronografie del tempo.
Comparve anche nella più singolare delle rappresentazioni geografiche, la tardo-duecentesca carta di Ebstorf, raffigurata in foggia di "cuore del mondo".
Ma come potrebbe pensarsi, in un organismo, un cuore per il quale non passassero tutte le vie della vita? La Sicilia fu, dunque, allora, battuto e vitale crocicchio del Mediterraneo, che le successive convulse vicende della sua storia, e più tardi la minaccia ottomana - rendendone rischiosi gli approdi - dovevano in buona misura sottrarre ai circuiti odeporici; purtuttavia presenze cospicue si ebbero di visitatori, e fu il tempo dei corografi e degli esploratori venuti a rilevarne la realtà topografica.
L’opera degli uni, però, meticolosa all’eccesso, preordinata a fini militari e strategici, non era destinata alla pubblica fruizione, mentre nelle ponderose cosmografie del Cinque e Seicento l’isola non andò esente dalla descrittiva irrazionalità dei compilatori, che ne fecero terra di astratta fantasia, doviziosa di miniere aurifere, tarlata da sterminate caverne sulfuree, dominata da monti che per spazi immensi eruttavano vapori e lapilli, battuta da mandrie di cavalli bradi.
E tuttavia, proprio in virtù di siffatte curiose divagazioni, o loro malgrado, la Sicilia entrò in quel tempo nei codici formativi dei giovani d’alto lignaggio che dalle varie parti d’Europa stuoli di precettori e di famigli guidavano alla conoscenza del mondo; le loro periegesi s’incrociavano coi transiti per l’isola dei pellegrini che da Occidente muovevano alla volta della Terrasanta e con gli scali nei suoi porti dei vascelli diretti all’isola di Malta, divenuta con l’insediamento dei Cavalieri strategico capolinea di una frequentata via di comunicazione che appunto passava per la Sicilia.
Senza dire, poi, delle numerose imbarcazioni venute alla ricerca del suo grano, del suo sale, della sua seta e per qualche tempo anche del suo zucchero.
Ma anche nel Seicento, per l’arrivo di dotti protesi a indagare i fenomeni della natura, di antiquari applicati a interrogare gli avanzi delle antiche civiltà, di artisti venuti a esperire i primi approcci alla realtà figurativa dell’isola, di viaggiatori interessati alla visione organica della regione come presupposto alla rappresentazione descrittiva di essa, la Sicilia vide gli esordi di una nuova misura del viaggiare, per cui fu infine terra di esperienze odeporiche non più e non soltanto come strumento di personale conoscenza, ma per l’impianto di una visione mediatica della sua realtà oggettiva: certo, l’approccio fu ancora timido, l’osservazione rudimentale, la rendicontazione avara di umori e di emozioni.
L’evoluzione dei caratteri paradigmatici che connoteranno il viaggio in Sicilia come impresa dalle somme implicazioni spirituali e persino esistenziali è della seconda metà del successivo secolo.
Avvenne allora come se un sortilegio si fosse rotto, come se un’Europa impaziente, pregna di spiriti illuministici, attendesse il momento predestinato della bella avventura: giunsero in Sicilia in frotte (non per nulla quella stagione fu detta del Grand Tour) i suoi messaggeri, portatori appassionati di un ideale immaginativo inzeppato di classiche reminiscenze, stillante di deliqui arcadici, predisposto alle sensazioni forti che prometteva la visione illusoriamente accarezzata di un mondo esotico e selvaggio, incorrotto e mitico, splendido e solare, amalgama di fascinosi richiami che poche variabili concedevano al programma ideologico che gli avventurosi s’erano ripromesso.
Si scontrarono, il più delle volte, con una realtà di povere cose (si pensi quel che potessero essere le condizioni infrastrutturali e ricettive di questa terra alla fine del Settecento) che, in coloro che seppero deporre il filtro deformante della propria visione immaginifica, costituì stimolo alla riflessione e, nei giornali di viaggio, materia di preziosa testimonianza storica.
Ma da quell’espressione maturarono pure i presupposti di una nuova stagione di viaggi, che gli anni delle guerre napoleoniche e delle vicende risorgimentali affinarono: affrancato dalle catartiche istanze alle straordinarie suggestioni, il viaggio in Sicilia sempre più si fece manifestazione di un esodo alla volta di luoghi nei quali le cose ora valevano per la loro concreta immanenza, per l’identità sostanziale che le connotava; alla stagione mitica della scoperta e della sorpresa subentrò insomma un diverso atteggiarsi del visitatore nei confronti della realtà isolana, e nuovi e più maturi equilibri s’imposero nel rapporto intellettivo che s’instaurava fra l’osservatore e la realtà osservata.
Ormai i visitatori s’erano fatti adulti, né più agivano le regole dello stupore e dell’enfasi, sì che le cose e le situazioni ebbero una rappresentazione alfine disincantata e raziocinante.
Entusiasmi ed emozioni non vennero meno, ma nei moltissimi che viaggiarono per la Sicilia nella seconda metà dell’Ottocento e nei decenni successivi nuovi codici di lettura della realtà isolana si sostituirono alle visioni di coloro che quella terra avevano prima attraversata, traendosi dietro illusioni, chimere, e vivendo in sostanza le delusioni di quella artificiosa parafrasi della realtà che tanto li aveva allettati.
Non mutarono invece, sostanzialmente, i parametri materiali del viaggio.
Si veniva in Sicilia, come per il passato, generalmente via mare da Napoli, per evitare il lungo e faticoso attraversamento delle Calabrie; vi fu, però, anche chi giunse per terra e persino a piedi, e a piedi proseguì il cammino nell’isola.
S’approdava di norma a Palermo (ma talora anche a Messina) con legni mercantili e, quando venne istituito un regolare servizio postale, con "pacchetti" (adattamento dell’inglese paquet-boat) a vela e più tardi a vapore; i naviganti in arrivo dall’Oriente o da Malta facevano scalo per lo più a Siracusa.
Da Palermo e men spesso da Messina, dunque, dopo aver visitato la città, s’intraprendeva il tour per l’isola in lettiga o a dorso di mulo.
Gli itinerari erano standardizzati, con qualche variabile: in genere, da Palermo si andava a ovest per Castellammare, Partinico, Alcamo, fino a Segesta, dove si aveva il primo ammaliante contatto con le vestigia del mondo classico; quindi si raggiungeva Trapani, per salire a Monte San Giuliano (l’odierna Erice), e costa costa, passando per Marsala e Mazara, si perveniva a Castelvetrano, obbligata tappa di transito nel percorso per Selinunte; da qui si proseguiva per Sciacca e Agrigento (ma vi era chi ad Agrigento si recava direttamente per la strada di Lercara, tagliando fuori dal proprio itinerario l’intera cuspide occidentale dell’isola), superata la quale era consueto piegare per l’interno, reputato più interessante malgrado le asperità, inoltrandosi, attraverso le aree zolfifere, alla volta di Canicattì e Caltanissetta: raramente, infatti, il viaggiatore proseguiva - dopo Agrigento - lungo la costa per Palma, Licata, Gela, fino a raggiungere l’area del ragusano e quindi Siracusa; poteva avvenire, invece, che dal caricatore di Agrigento (oggi, Porto Empedocle), noleggiata una "speronara", comodo barcone a vela e a remi, si dirigesse su Malta, raggiungibile in una giornata di navigazione col vento propizio, per far ritorno più tardi a Capo Passero; ma a Malta era solito recarsi piuttosto da Siracusa.
Dopo Caltanissetta, intanto, si proponeva una alternativa: o il percorso per Castrogiovanni (Enna), da dove, attraverso Leonforte, il viaggiatore raggiungeva Catania per discendere quindi a Siracusa; o l’altro per Piazza Armerina, Caltagirone, Lentini, Siracusa, da cui risaliva alla volta di Catania.
E qui era uno dei capisaldi ineludibili - insieme con le antichità greche - del viaggio in Sicilia: il vulcano dell’Etna, la cui ascesa era vissuta come sfida alle forze della natura, come affermazione della volontà dell’uomo sugli ostacoli e sulle avversità dell’esistenza.
La si compiva con muli e guida, via Nicolosi, fino alla Casa degli Inglesi, attraverso la zona boscosa e il terreno di lava e cenere; quindi a piedi si scalava il monte fino al cratere, per ridiscendere a volte per Giarre e affrontare da qui quel tratto jonico della costa fino a Messina ch’era unanimemente considerato il più suggestivo di tutta la Sicilia.
Nel tragitto, Taormina coi suoi paesaggi e il suo teatro, terzo polo di attrazione del tour, imponeva una visita non estemporanea.
Fu invece scarsamente praticato, fino a buona parte dell’Ottocento, il tragitto lungo la costa di tramontana, evitata per le difficoltà del percorso e lo scarso interesse che vi si annetteva, tanto che in principio non si effettuavano che le sole escursioni da Palermo a Bagheria e a Termini e, per coloro che muovevano da Messina, fino a Milazzo, da dove si raggiungevano le Eolie; ma, venute meno più tardi queste prevenzioni, non furono pochi i viaggiatori che dopo la metà del secolo ebbero a fare l’intero percorso.
Comunque, vi erano regolari servizi di navigazione fra Palermo e Messina, Messina e Siracusa e, sebbene assai radi, anche fra Siracusa ed Agrigento, praticati però per lo più - per comodità e soprattutto per motivi di sicurezza - dai nativi, perché i forestieri, optando per la via marittima nei loro spostamenti (ma qualcuno se ne servi) avrebbero molto perso dei vantaggi del viaggio, come rilevava l’inglese Standish, venuto nel 1837: "Il paesaggio è come un paradiso.
Per chi sopporta la fatica, viaggiare in lettiga o a piedi in Sicilia va benissimo perché può vedere un bello e pittoresco paese".
E qui va detto delle difficoltà, dei disagi, nei quali, ancora fino al pieno Ottocento (si immagini nei secoli precedenti!), incorreva l’avventuroso che viaggiava per la Sicilia. Non erano agevoli né sicure le comunicazioni fra le varie parti dell’isola: mancavano le strade e la sola carrozzabile era la Palermo-Catania; buona tratta era la litoranea da Messina ad Acireale, ma a sud di Catania la tratta fino a Siracusa era inibita alle diligenze e persino alle lettighe, potendo percorrersi solo a dorso di mulo; lungo la costa meridionale non c’erano strade; la Palermo-Messina s’arrestava a Termini per riprendere solo a Milazzo; una strada si dipartiva dalla capitale verso Agrigento, ma, dopo poche miglia, a Lercara s’interrompeva; per il resto, non c’erano che sentieri mal tracciati, e spesso perfino letti di torrenti a secco costituivano le sole possibili vie di transito.
Con gli alberghi non andava meglio: eccezion fatta per la situazione di Palermo, per altro non in tutti i casi priva di pecche, e in parte anche per quelle di Catania e di Siracusa, il viaggiatore doveva accontentarsi - quando pure nelle cittadine e nei paesi in cui giungeva ne trovava - di povere e malandate locande, incredibilmente sporche, prive spesso di arredi (persino del materasso, talora), di vetri alle finestre, di alimenti, dove ineluttabilmente finiva preda di famelici parassiti, che ne tormentavano le notti.
E singolare era che i loro proprietari nemmeno avessero la misura delle deficienze dei propri esercizi: ripetutamente dai viaggiatori si trova riferito il caso di un albergatore di Giardini, conduttore di una misera e però frequentata locanda, così persuaso del buon servizio offerto che dai propri avventori, al momento del congedo, pretendeva una autografa opinione in un librone che con orgoglio mostrava poi ai successivi clienti; solo che, semianalfabeta com’era e del tutto ignorante delle lingue, il poveretto non aveva consapevolezza dei sarcastici commenti che quelli vi depositavano.
Comunque, i conventi degli ordini religiosi - soprattutto francescani e cappuccini, meno spesso gesuiti - sopperivano ampiamente alle deficienze della ricettività.
Per la sicurezza, viceversa, non sorgevano complicazioni. Bande di briganti infestarono, è vero, in ogni tempo le contrade dell’interno, dominando interi territori, ma mai costituirono un reale pericolo per i viandanti forestieri, che difatti andarono indenni da qualsiasi turbativa, persino quando a viaggiare (si ebbero di questi casi) furono delle donne sole, che poi compiaciute narrarono la propria impresa.
Unico effettivo fastidio furono i timori che ugualmente si avevano o che venivano prospettati, tali da indurre talvolta all’impiego di scorte armate.
Altri inconvenienti? Gli interminabili controlli doganali e di polizia prima dell’Unità, che imponevano disagiate moratorie ai forestieri in arrivo, e gli ostinati assedi nelle città e nei paesi di intere torme di mendici imploranti con disperata petulanza l’elargizione di un obolo o di un po’ di cibo: e anche ciò, con il rilievo - nei visitatori più sensibili e attenti allo stato sociale dell’isola - delle reiette condizioni di quella terra, che pur vedevano gratificata dei doni della bellezza e della fertilità, fece parte delle annotazioni che versarono nei propri diari e nelle proprie corrispondenze.
Con la fine dell’Ottocento il viaggio in Sicilia (che negli anni della belle époque si caratterizzò per una aristocrazia affluenza della haute internazionale nella Palermo dei Florio e dei Whitaker) entrò in una moderna dimensione: non più condizionato dagli jugulatori paradigmi della tradizione umanistica, non più selettiva esperienza di una avventurosa intellettualità, s’avviò a realizzarsi - ciò che venne avverandosi dopo il primo ventennio del Novecento - come fenomeno di massa.
Al contempo, il racconto odeporico pervenne a nuova dignità: affrancato dall’obbligo alla mediazione della realtà, che gli avanzati strumenti di comunicazione già rendevano universalmente nota, poteva ora proporsi, per mano spesso di felici redattori, quale espressione anche di una creativa e personale letterarietà.
Il sommario excursus appena delineato introduce a questi Viaggiatori stranieri in Sicilia dagli Arabi alla seconda metà del XX secolo (ma è registrato, per il suo interesse e forse per la sua singolarità, anche un episodio precedente l’avvento islamico).
Opera, questa di Salvo Di Matteo, storico e saggista, fra i più noti ed apprezzati studiosi di cose siciliane, autore di opere concernenti diversi aspetti della storia e della civiltà artistica della Sicilia e di Palermo, sua città, e di vasto impianto e senza precedenti in Italia, esito prezioso di specifiche esperienze e di pluriennali ricerche in diverse biblioteche italiane ed estere e di ricorsi alle librerie degli antiquari.
Essa recensisce in ordine alfabetico-onomastico di un millennio di vicende odeporiche in Sicilia, qualificandosi - per la ricchezza del repertorio, per la globalità dell’informazione, per l’inquadramento tematico di molte delle voci e per il metodo e la misura della narrativa - come opera insieme di bibliografia e di storiografia, aggiornato strumento di consultazione e di studio.
Essa ottempera a una fin qui poco esaudita esigenza di ricerca e di nuove acquisizioni, operando direttamente su materiali rarissimi e per lo più inediti in Italia, aprendosi anche alla investigazione del negletto contributo dei viaggiatori provenienti dalle altre regioni italiane, ricostruendo sulle fonti disponibili le periegesi e gli interessi di coloro che non hanno lasciato documentazione del proprio transito, registrando infine con filologica cura ogni dato valido per la bibliografia.
Risponde insomma alla sostanza del problema attuale della nostra storiografia di viaggio. Essa inoltre opera il recupero - quanto più completo possibile - di memorie, di documenti, delle attestazioni delle vicende odeporiche nell’isola e delle impressioni di personaggi illustri, men noti e finora del tutto sconosciuti.
E costituisce, anche, attraverso una tale operazione, il referto di molte testimonianze della materiale realtà della Sicilia attraverso i secoli.
Dalla analitica esegesi dei molti viaggi e delle presenze forestiere, dalle migliaia di schede che - in virtù dell’esprit de finesse dell’Autore - si rivelano tutt’altro che fredda e informale successione di enciclopediche voci, emerge, infine, pur nella necessaria segmentazione della materia, il panorama delle relazioni culturali fra la Sicilia e l’Europa (ma, può dirsi, il resto del mondo): il panorama, se altrimenti si vuole, del ruolo assolto in ogni tempo dall’isola nel sentimento, negli interessi, nelle istanze culturali, nella consapevolezza delle altre genti.
Orazio Cancila

 

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Italiani
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Agatoni Mario
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Alfonso II d’Aragona, re di Napoli
Allegranza Giuseppe
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Angelini Bernardino
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Anonimo italiano [v. Sulle condizioni...]
Aprile Giuseppe
Arnaboldi Bernardo
Arnolfini Giovanni Attilio
Artieri Giovanni
Bacchelli Mario
Bacchelli Riccardo
Baldini Antonio
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Bassi Ugo
Beffa-Negrini Francesco
Bembo Pietro
Bernardi Jacopo
Bernardy Amy A.
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Bettin Roselli Giovanni
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Bianchi Isidoro
Bianchini Ludovico
Bisani Alessandro
Blondel Luisa [v. D’Azeglio Massimo]
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Bordiga Giacomo
Borghi Giuseppe
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Brandon Albini Maria
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Camilliani Camillo
Cantù Cesare
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Caracciolo Nicola [v. Agatoni Mario]
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Carelli Consalvo
Carelli Gabriele
Carelli Giuseppe
Carelli Raffaele
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Cicognara Leopoldo Francesco
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Crotti Carlo
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Dandolo Tullio
D’Annunzio Gabriele
D’Azeglio Massimo
De Amicis Edmondo
De Ciocchis Giovanni Angelo
De Libero Libero
Del Piano Fulgenzio
Del Re Leopoldo
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De orchi Maria
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Donati Giovan Battista
Donizetti Gaetano
Duse Eleonora
Fabris Pietro
Falcando Ugo
Falletti Tommaso Vincenzo
Ferdinando II d’Aragona, re di Napoli, detto Ferrandino
Ferdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie
Fergnani Giovanni
Fergola Salvatore
Ferramolino Antonio
Fidanza Gregorio [v. Poniatowski S.]
Fincati Enrico
Finocchietti Francesco
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Formigari Francesco
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Franchetti Leopoldo
Francioni Vespoli Giuseppe
Fucini Renato
Gabrielli Angelo [v. Bembo Pietro]
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Giani Renato
Gigante Giacinto
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Godio Guglielmo
Gramatica Emma
Guattani Giuseppe Antonio
Labruzzi Carlo
Lanza Rino
Laurenzi Carlo
Lessona Michele
Levi Carlo
Levi Primo
Lipparini Giuseppe
Lorenzoni Giovanni
Lupi Antonmaria
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Manni Pietro
Manzini Gianna
Marconi Guglielmo
Marinetti Filippo Tommaso
Marzolla Benedetto
Mattei Pasquale
Mattioli Giuseppe Camillo
Mazzolari Primo
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Mercantini Luigi
Michetti Francesco Paolo
Mira Giovanni
Mòdoni Antonio
Molezzi Giovan Battista
Monelli Paolo
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Morasso Mario
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Ortese Anna Maria
Orti Manara Girolamo
Pacichelli Giovan Battista
Paganini Nicolò
Paladino Eusapia
Pananti Filippo
Pancrazi Giuseppe Maria
Paoli Pasquale
Pascoli Giovanni
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Pinelli Bartolomeo
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Placci Carlo [v. Berenson Bernhard]
Possenti Carlo
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Puccini Giacomo
Puccini Mario
Quattromani Gabriele
Querèl Vittore
Regaldi Giuseppe
Revelli Paolo
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Romano Salvatore Ettore [v. Pancrazi]
Sagramoso Michele Enrico
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Sanminiatelli Bino
Saponaro Michele
Sapori Francesco
Scalfari Eugenio [v. Agatoni Mario]
Scherli Leopoldo Maria
Senape Antonio
Sestini Bartolomeo
Sestini Domenico
Settembrini Luigi
Silvestri Orazio
Simoni Renato
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Sticco Maria
Stoppani Antonio
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Tommaso di Savoja
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Trissino (conte) [v. Capponi Gino]
Umberto I di Savoja, re d’Italia
Umberto II di Savoja, re d’Italia
Varni D.
Velo Girolamo [v. Capponi Gino]
Vergani Orio
Viganò Francesco
Visconti Ennio Quirino
Visconti Venosta Emilio
Visconti Venosta Giovanni
Vittorio Amedeo II di Savoja, re di Sicilia
Vittorio Emanuele III di Savoja, re d’Italia
Zanetti Livio [v. Agatoni Mario]
Zeppegno Luciano
Zona Temistocle
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Inglesi, Scozzesi
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Aiton John
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Angell Samuel
Anonimo inglese [v. A Journal...]
Anonimo inglese [v. A True...]
Anonimo inglese [v. Travells...]
Asquith Herbert conte di Oxford
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Bingham Richards Thomas
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Blunt Anthony
Blunt John James
Boid Edward
Boileau Agnes [v. Vernon William Warren]
Bonington Richard Parkes
Boileau Agnes [v. Vernon W. W.]
Borde Andrew
Breval (de) John Durant
Bridgeman George conte di Bradford
Brown Thomas
Buckingham (duca di) Richard Grenville Temple
Buckland William
Buckley Christopher
Bunbury Charles James Fox
Bunbury Henry Edward
Burford Robert
Butler Samuel
Campbell Bannerman Henry
Carleton [Mary?]
Carlyle Margaret
Carolina Amelia Elisabetta di Brunswick, regina d’Inghilterra
Chamier Frederick
Chancel A. Doriack
Charlton Pasqualino Mary
Clayton John William
Clifford Alexander [v. Buckley Christofer]
Cockerell Charles Robert
Coleridge Samuel Taylor
Collins Francis
Courthop George
Cronin Vincent
Dacres Francis Lennard
Dalton Richard
Davies William
Demont Louise
Denison Albert barone di Londesborough
Dennis George
Dickinson Lowes Cato
Digby Kenelm
Dryden John jr
Duppa Richard
Durrell Lawrence
Edoardo I Plantageneto, re d’Inghilterra
Edoardo VII, re di Gran Bretagna e Irlanda
Edward Thomas
Elgin Thomas Bruce
Elliot Frances Dickinson
Emerson Isabel
Evans George William Davis
Fagan Robert
Festing Jones Henry
Fitzherbert William (S. Guglielmo di York)
Forbes Charles Stuart
Francis John George
Frankland Charles Colville
Freeman Edward A.
French F.
Froude Richard Hurrell
Gally Knight Henry
Galt John
Gell William [v. Bedford Francis]
Gervase of Tilbury
Gibbes James
Giorgio V, re di Gran Bretagna
Gladstone William Evart
Goldicutt John
Golding Louis
Gordon Pryse Lockhart
Gore Charles
Gower Sutherland Ronald
Greenough George Bellas
Griffith Lucinda Darby
Grosvenor Elizabeth Mary, marchesa di Westminster
Guercio Francis Michael
Hall Basil
Hamilton William
Hamilton Caico Louise
Hamilton Jackson F.
Hanson James
Hanson William
Hare Augustus
Harris James conte di Malmesbury
Herschel John Frederick
Hill Brian
Hill Richard
Hoare Colt Richard
Hoby Thomas
Hobwarth Thomas
Hood Samuel visconte di Bridport [V. Nelson-Bridport Charlotte]
Hughes Thomas Smart
Hutton Edward
Irvine William
Jackson William
John of Oxford
Kelsall Charles
Kininmonth Christopher
Knight Cornelia Ellis
Knight Henry Payne
Kreitner L. B.
Lawrence David Herbert
Lear Edward
Leckie Gould Francis
Leitch William Leighton
Lewis Wolfe John [v. Charles Barry]
Light (Major) William
Lithgow William
Lorimer Norma
Lowe Emily
Lowe Helen
Lyell Charles
Lynn Eliza Linton
Malcolm Alexander
Mario Jessie
Maxwell Gavin
McFarlane Charles
Moens William
Monroe Will Seymour
Monson William John
Montagu Edward Wortley
Montagu Edwin Samuel
Montagu Mary Wortley
Montague John, conte di Sandwich
Moore George
Moorehead Alan [v. Buckley Christopher]
More Jasper
Motteux [...]
Mount-Edgcumbe (conte di) Ernest
Mundy Peter
Murray John
Musson Spencer C.
Mylne Robert
Nelson-Bridport Charlotte, duchessa di Bronte
Nelson-Hood Alexander, duca di Bronte
Nevill Jackson E.
Newham (Mrs.)
Newman John Henry
Nicholls John Ashton
Nott G. S.
Oldmixon John
Oliver Arthur
Ormonde (marchese d’) John Butler
Parke Henry
Paton William Agnew
Patterson John [v. Soane John]
Pattison [...]
Payne Knight Henry [v. Knight H. Payne]
Pereira Anthony
Pococke Richard
Polehampton William [v. Vernon William Warren]
Proby John joshua
Quennel Peter
Rawlinson George
Ray John
Richings Emily
Richmond [...] [v. Robinson Henry Crabb]
Robert of Cricklade
Robinson Henry Crabb
Romer Isabella Frances
Ruskin John
Russell Bertrand
Russell George
Russell Gurney Emily
Saint-John James Augustus
Salmon Thomas
Sandys George
Sconce Robert Clement
Scot Michael (Scoto Michele)
Semple Robert
Senior Nassau William
Sharp Arceri Ernestina
Sharp William
Sherer Joseph Moyle
Sitwell Osbert
Sladen Douglas
Smart Alfred Henry
Smirke Robert
Smirke Sidney
Smith William Sidney
Smyth William Henry
Snow Robert
Soane John
Standish Frank Hall
Stark Freya Madeline
Starke Mariana
Strutt Arthur John
Stuart [...]
Sutherland David
Swan Charles
Swinburne Henry
Symonds John Addington
Terry Charles
Thomson Alexander
Tidman Arthur Clayton
Torkington Richard
Townley Parker Robert [v. Hughes Thomas Smart]
Trench Francis Chenevix
Trevelyan George Macaulay
Tweedie Ethel Brilliana
Vaughan Thomas Wright
Vernon William Warren
Veryard Ellis
Vieusseux André
Wallis George Augustus
Waring George
Waterton Charles
Watkins Thomas
Watson Walter
Whelpton Barbara
Whelpton Eric
Wilkins William
Williams Penry jr
Willibald (San Villibaldo)
Willyams Cooper
Wilson Robert Thomas
Wilson William Rae
Wilstach Paul
Winchelsea (conte di) Heneaghe Finch
Woolf Leonard [v. Woolf Virginia]
Woolf Virginia
Wynne Elyzabeth
Young William

Irlandesi
Berkeley George
Boothby Charles
Brydone Patrick
Cockburn George
Fullarton William [v. Brydone P.]
Hyde-Lees Georgie [v. Yeats William Butler]
Ibbetson John
Kavanagh Julia
Kelly Michael
Kenney Peter
O’ Faoláin Sean
Starkie Walter
Thompson William Henry
Tresham Henry
Vane Charles marchese di Londonderry
Vane Frances Anne marchesa di Londonderry
Wilde Oscar
Yeats William Butler

Francesi
Abraham-Dubois Fortuné
Adenès
Anonimo francese [v. Reise nach...]
Anot Pierre-Nicolas
Argelières (d’) [...]
Arlincourt (d’) Charles-Victor Prévost
Arlincourt (d’) Louis-Adrien Prévost
Bac Ferdinand
Barrot Camille-Hyacinthe-Odilon
Barthélemy Jean-Jacques
Bayot J. S.
Bazin René
Beauregard (de) Jean
Beauvoir (de) Eugène
Benard Nicolas
Benoistél Amélie
Bernard Marius
Berry (duca di) Charles-Ferdinand
Bertrand Louis
Besbre Pierre
Bestaux Eugène
Billard de Belissard Claude
Blairat Marcel
Blanchard Émile
Blanchard Pharamond
Blancpain Marc
Blondeau (de) A. [v. Argelières (d’)]
Bonchamps [...]
Bonne (de) Joseph
Bosredon-Vatange (de) [v. Dolomieu (de) Déodat]
Boucher de Perthes Jacques
Boulomié Pierre
Bourget Paul
Bourquelot Félix
Boutroue Alexandre
Breton Ernest
Briant Jean
Brion Marcel
Bruyasse (abbé de La)
Caraccioli Louis-Antoine
Caraguel Clément
Carrère Jean
Cassas Louis-François
Cauderlier Émile
Caumont (de) Nompar II
Caylus (conte di) Anne-Claude-Philippe
Chalier Joseph
Charles-Roux Edmonde
Châtelet Claude-Louis
Chenavard Antoine
Cocteau Jean
Coignet Jules
Colet Louise
Contejan Charles
Couturier N. M.
Creuzé de Lesser Augustin-François
Crue (de) Francis
Daniel-Rops Henri
D’Antin de Vaillac Louis [v. Bonne (de) Joseph]
Dartige du Fornet Louis
Dauzat Albert
David Henri
Decoudray [...]
Dehon Léon Gustave
Delas Henri
Delmas Jacques
Démanges Charles [v. de Noailles Anne]
Denis Maurice
Denon Dominique Vivant
Deseine François Jacques
Des Houx Henri (Durand-Morimbau)
Desprez Jean Louis
Diehl Charles
Diolé Philippe
Doderet André
Dolomieu (de) Déodat
Druon Maurice
Dry Antoine (Fleury William Aimable)
Du Camp Maxime
Duc de Raguse [v. Marmont]
Duclère Théodore
Dufourny Léon
Du Fresnoy [...] [v. Argelières (d’)]
Dufy Raoul
Duguiès Henri
Dumas Alexandre
Du Moncel Théodore
Durand-Brager Jean-Baptiste
Ènault Louis
Espinchal (d’) Hippolyte
Estournet Joseph
Farjasse Denis-Dominique
Farrère Claude (Bargone Charles-Frédéric)
Faure Gabriel
Félix Louis-Pierre
Fernandez Dominique
Filippo III, re di Francia [v. Dampierre (de) Guy]
Flers (de) Robert
Fleutelot Jules
Fonvielle (de) Ulric
Forbin (conte de) Louis-Nicolas-Philippe
Foresta (marchese de) Marie-Joseph
Fouquet Gaëtan
France Anatole
Galembert (de) Charles
Gary (de) Adrien [v. de Nervo Gonzalve]
Gauli Pierre
Gautier du Lis d’Arc Édouard
Gide André
Gigault de la Bedollière Émile
Gigault de la Salle Achille Étienne
Giraudeau de St. Gervais Jean
Gorani Joseph
Gourbillon (de) Joseph-Antoine
Gourdault Jules
Grounwald (de) Constantin
Guérin Leon
Guesdon Alfred
Hanotaux Gabriel
Haussez (d’) Lemercher Charles
Hayward Fernand
Herval René
Heuraux Lucien [v. Berenson Bernhard]
Hittorff Jakob Ignaz
Homberg Octave
Houël Jean
Houssaye (Housset) Arsène
Jadin Louis Godefroy
Jolly Alphonse (Leveaux A.)
Jordan Antoine-Henri
Jordan Claude de Colombier
Jouin François
Jousset Paul
Jouvin de Rochefort Albert
Julvécourt (de) Paul
Kodolitsch (de) Octave
Labat Jean-Baptiste
Labiche Eugène Marin
Lacretelle (de) Jacques
aideguive de Bercheville [...]
La Jaline (de) Jean
Lambelin Roger
La Moriniere de la Rochecantin
La Sale (de) Antoine
La Tremblaye (de) [...]
Laugel (de) Auguste
La Vove (de) S. [v. Argelières (d’)]
Lecolle Gabriel
La Febvre [...] [v. Argelières (d’)]
Lokroy Édouard
Logerotte Jules
Loisel Alexandre François
Lottin de Laval Pierre
Mahul Emma dei conti Déjan
Maison Émile
Malfilâtre F.
Malherbe (de) Alfred
Mandat (de) Grancey Edmond
Marcellus (de) Marie-Louis Demartin du Tyrac
Marmont (de) Auguste Viesse, duca di Ragusa
Martel Tom
Marvéjouls Émile
Mascart Lion
Mathias Jules-Georges (Saitham)
Mauclair Camille Faust
Maupassant (de) Guy
Maurel André
Mazenod (de) Charles-Eugène
Melon Paul
Mengin Fondragon (de) Pierre-Charles
Meyer (de) H.
Meylan A.
Michallon Achille-Etna
Michelot Henri
Mislin Jacques
Moineville L.
Monnier Marc
Montfort Eugène
Montulé (de) Edouard
Morand Paul
Morogues (de) Alphonse
Mugnier A.
Musset (de) Paul Edme
Nervo (de) Gonzalve
Noailles (de) Anne
Noé (de) Louis-Robert-Jean
Nolhalc (de) Pierre
Nougaret Pierre-Jean-Baptiste
Olivier Louis
Orsay (conte d’) Pierre-Marie Grimod
Ozanam Antoine-Frédéric
Pagés (visconte de) Pierre-Marie-François
Parent D. [v. Argelières (d’)]
Paris Gaston
Paris Pierre Adrien
Péquignot Jean-Pierre
Pérignon (de) Léopold [v. de Nervo Gonzalve]
Peter de Blois (Petrus Blesensis)
Peyrefitte Roger
Philibert M.
Pillement Georges
Poli (de) Oscar
Postel Victor
Poussin [...]
Pouzin-Coffin A.
Power Jeannette (Giovanna)
Quarré-Reybourbon Louis-François
Quatrefages de Bréau Jean-Louis
Quatremère de Quincy Antoine
Radet Edmond
Raimbaut (Rambaldo) de Vaqueiras
Raoul-Rochette Désiré
Reclus Élisée
Régnier (de) Henri
Renan Ernest
Renard Jean Augustin
Renoir Pierre-Auguste
Renoüard de Bussierre Gustav
Renoüard de Bussierre Marie-Théodore
Ricord Maurice
Roche J.-L.-H.-F.
Roland de la Platière Jean-Marie
Roussel Raymond
Rousselot Jean
Ruzan J.-F.-H.
Sade (marchese de) Donatien-Alphonse
Saint-Louis (de) Adriane
Saint-Peravi (de) G.
Saint-Sylve (de) [...]
Sala Adolphe
Salaberry Charles-Marie d’Irumberry
Salvo (marchese de) Charles
Sayve (de) Auguste
Sébilleau Pierre
Segard Achille
Sevin J. [v. Argelières (d’)]
Simond Daniel
Simond Louis
Sivry (de) M. Louis
Sonnini Charles Sigisbert
Tardieu Ambroise
Tarras Jean
Taunay Victor
Thévenot (de) Jean
Tilly-Blaru (de) Clement-Henri
Tocqueville (de) Alexis
Tocqueville (de) Édouard
Toudouze Gabriel
Toudouze Georges Gustave
Touvenel [...]
Trotignon Lucien
T’serstevens Albert
Tuzet Hélène
Urbano II Papa
Vadancourt (de) [v. Argelières (d’)]
Valenciennes (de) Pierre-Henri
Valon (de) Alexis
Vaudoyer Jean Louis
Verne Jules
Vernet Claude Joseph
Vernon Yvonne
Vigneron Lucien (De Vitis Charles)
Viollet-le-Duc Eugène-Emmanuel
Vioux Marcelle
Vorys (de) Jules
Vuillier Gaston
Wey Francis
William de Blois

Tedeschi
Adlerhold Germanus [?]
Ahlborn Wilhelm Julius
Alexandra Feodorowna, zarina di Russia
Allmers Hermann
Anhalt-Köthen (Zu) Ludwig
Anonimo tedesco [v. Beschreibung...]
Anonimo tedesco [v. Blicke...]
Arendt Erich
Arnim (Von) Karl Ludwig
Bach Rudolf
Baltzer Richard Armin
Bartels Johann Heinrich
Bellermann Christian Friedrich
Benndorff Otto
Berg Corona
Bergeat Alfred Edmund
Billroth [...] [v. Brahms Johannes]
Bindseil Theodor Friedrich
Bitter Ernst Wilhelm
Bock Emil
Borger Hans
Brahms Johannes
Braun Emil [v. Welcker F. G.]
Braunschweig-Lüneburg (duca di) August
Braunschweig-Lüneburg Ferdinand Albrecht
Bunsen (Von) Marie
Carolsfeld (Von) Schnorr Julius
Carossa Hans
Carus Albert Gustavus
Catel Franz Ludwig
Chamisso (Von) Adalbert
Clemen Adolf
Corfey (Von) Lambert Friedrich
Corfey Christian Heinrich
Curtius A.
Däubler Theodor
Dillis (Von) Georg Johann
Ebert Adam
Edschmid Kasimir (Schmidt Eduard)
Ehni Jacques
Eichtal (Von) [...] [v. Mengin-Fondragon]
Ermannsdorf (Von) Friedrich W.
Fahrmbacher Heinrich
Farenheid (Von) Fritz
Fischer Hugo
Fleck Ferdinand Florens
Förster August Wilhelm
Förster Ernst
Friederichs Carl
Friedländer Ludwig
Fries Bernhard
Frommel Carl Ludwig
Gaiser Gerd
Gärtner (Von) Friedrich
Gegenbaur Karl
Géleng Otto
Gentz Heinrich
Gerhard Eduard
Geuter Karl P.
Giorgio II di Sassonia Meiningen
Giovanni (Don) d’Austria
Gloeden (Von) Wilhelm
Goethe (Von) Johann Wolfgang
Goldschmidt Adolph
Goldschmidt-Livingston Ida
Götzloff Carl Wilhelm
Grass (Von) Carl Gotthard
Gregorovius Ferdinand
Gsell Fels Theodor
Guglielmo II Hoenzollern, imperatore
Gurlit Ludwig
Haas Hippolytus Julius
Hackert Jakob Philipp
Haeckel Ernst Heinrich
Hager Joseph
Hahn-Hahn Ida Maria
Hansjakob Heinrich
Hartwig Otto
Hase (Von) Karl August
Haus Joseph Jacob
Heckenstaller Urban
Hegemann Johann Baptist
Hehn Victor
Helbig Konrad
Heldreich (Von) Theodor
Hertling (Von) Georg
Hertz Paul
Hessemer Friedrich Maximilian
Heuss Theodor
Hillerns Hero Dietrich
Hirt Aloys Ludwig
Hoffmann Friedrich
Hoffweiler Von Hertling Georg
Hoenzollern August, principe di Prussia
Holste Lukas (Holstenius)
Hommel Paul
Ivanovitch Fedor [v. Elgin]
Jacobi Georg Arnold
Jussow Heinrich Eugen
Jünger Ernst
Jünger Friedrich Georg
Kaden Woldemar
Kaemmel Otto
Kaschnitz Marie Luise
kephalides August
Kerchoff Paul
Kestner August
Kiechel Samuel
Kimming Otto (Sirius Peter)
Kircher Athanasius
Klemm Gustav
Klenze (Von) Franz
Kniep Christoph Heinrich
König René
Koldewey Robert Johann
Krantz (Von) Wertheim Georg
Krell Paul
Kruse Gottlieb Christian (Crusius)
Küsel Salomon (Küselius)
Kuypers Franz
Lenbach (Von) Franz
Lewald August
Lewald-Stahr Fanny
Lidentohl G.
Lipinsky Angelo
Löher (Von) Franz
Lorenz Felix
Luigi I di Wittelsbach, re di Baviera
Luitpoldo di Wittelsbach-Baviera
Maas Alfred
Maltzan (Von) Wartenberg und Penzlin (Zu) Heinrich
Massimiliano II di Wittelsbach, re di Baviera
Merkel Reinhold
Metzener Alfred
Meyer M. Wilhelm
Meyerbeer Jakob
Mielert Fritz
Möenius Georg
Mommsen Theodor
Müller Karl Otfried
Neigebaur Johann
Nepomuk Von Ringseis Johann
Nerly Christian Friedrich
Nietzsche Friedrich
Nohl Max
Nolde Emil
Odeleben (Von) Ernst Gottfried
Ohlmüller Joseph Daniel [v. Gärtner]
Opperman Andreas
Panofka Theodor
Parthey Gustav
Pauli Gustav
Pertz Georg Heinrich
Pfordten (Von der) Ludwig Karl
Platen (Von) August
Puchstein Otto
Rath (Von) Gerhard
Ratzel Friedrich
Raumer (Von) Friedrich
Rehfues (Von) Philipp Joseph
Reinganum Hermann
Reinhart Johann Christian
Reinhold Heinrich
Reith Bernhard
Richlingen Johann Philipp [v. Braunschweig-Lüneburg F. A.]
Riedesel (Von) Joseph-Hermann
Rodenberg Julius
Rohden Johann Martin
Rossmann Wilhelm
Rottmann Karl
Rückert Friedrich
Ruhl Julius Eugen
Rumpelt Alexander
Rundt Carl Ludwig
Salomon Ludwig
Samosh Siegfried
Sandrart (Von) Joachim
Sartorius Von Waltershausen Wolfgang
Sayn-Wittgenstein-Berleburg (Zu) Friedrich
Schaarwächter Hans
Schack (Von) Adolf Friedrich
Scheidt Hieronymus
Schinkel Karl Friedrich
Schlapp Otto
Schliemann Heinrich
Scheneegans August
Schöller Johann Christian [v. Gärtner]
Schott Kaspar [v. Kircher Athanasius]
Schott Rolf (Rudolf)
Schrader Wilhelm
Schulz Heinrich Wilhelm
Schwartz (Von) Marie Espérance (Elpis Melèna)
Seipp Bettina
Semper Gottfried
Seume Johann Gottfried
Speyer Otto
Spielhagen Friedrich
Springer Anton
Stackelberg (Von) Otto
Stahr Adolf
Starke Ottomar
Steinitzer Alfred
Steinmayer Johann Gottfried
Stier Friedrich Wilhelm Ludwig
Strauss Richard
Stricker Wilhelm
Sudermann Hermann
Tommasini Justus (Westphal Johann Heinrich)
Treitschke (Von) Heinrich
Uhden Johann Daniel
Vischer (Von) Friedrich Theodor
Wagner Cosima
Wagner Richard
Waiblinger Wilhelm
Wallat Paul
Walther Georg (Gualterius Georgius)
Wattenbach August
Weingartner (Von) Josef
Weinrich Bruno
Welcker Friedrich Gottlieb
Welsh Hieronymus
Wermert Georg
West R.
Willemsen Carl Arnold
Wimmer Robert
Winkler Eugen Gottlob
Wittelsbach-Baviera (Von) Clemens August [v. Heckenstaller Urban]
Wittelsbach-Baviera (Von) Philipp Moritz [v. Heckenstaller Urban]
Wittmer Johann Michael
Yorck Von Wartenburg Paul
Zacher Albert
Zanth Karl Ludwig
Ziegeler Ernst
Zimmermann Max Georg
Zinzendorf (Von) Johann Karl Christian
Zumpt Karl Gottlob

Austriaci
Alt (Von) Rudolf
Anonimo austriaco [v. Reise-Skizzen. Sicilien, Lissabon...]
Craigher Jacob Nicolaus
Delius Johannes Friedrich
Freud Siegmund
Goldhann Ludwig
Hartlieb (Von) Wladimir
Hess Louis Christian
Heuster (Von) Ludwig
Hofmannsthal (Von) Hugo
Jacquin (Von) Joseph Franz
Jan Georg
Janitsch Emilian
Karaczay (Von) Fedor
Lippert Von Grandberg Josefine
Luigi Salvatore d’Asburgo-Lorena, arciduca d’Austria
Massimiliano d’Asburgo, arciduca d’Austria
Nawrath Alfred
Pereira-Arnstein (Von) Adolf
Schwarz Heinrich Mathias
Strahl Adolf
Strobl Gabriel
Waldmüller Ferdinand Georg
Warsberg (Von) Alexander
Weininger Otto

Svizzeri
Adert Jules-Michel
Amrein Otto
Bachofen Johann Jacob
Baumann Johannes
Benoist Philippe
Birmann Samuel
Briquet Pierre
Brunner Samuel
Burckhardt Carl Jacob
Courthion Pierre
David Jean Jacques
Didier Charles
Ducros Abraham
Fehr Johann Caspar
Finsler Georg
Floriant (de) V.
Freund Robert
Frey Johann Jakob
Fuchs Janine
Grasser Johann Jacob
Gröbly Frida
Hegar Friedrich
Horner Friedrich
Job Jakob
Jullien Jean
Keller Walter
Klee Paul
Müller Rudolph
Müller Waldeck Eduard
Pourtales Edouard
Preconi Hector
Ryhner Achilles
Salis Von Marschlins Karl-Ulysses
Salis Von Marschlins Rudolph-Anton
Saussure (de) Horace-Bénédict
Wedderkop (Von) Hans
Widmann Joseph Viktor
Ziegler (de) Henri
Zum Stein Johann

Belgi
Adorno Anselme
Bequet Alfred
Borremans Guglielmo
Bruegel Jan il Giovane
Bruegel Pieter il Vecchio
Carton de Wiart Henri
Casembrot Abraham
Chalon Jean
Crombet Paul
Dampierre (de) Beatrix
Dampierre (de) Guy
Daye Pierre
Destrée Jules
Eichof Cyprianus (Eichovius)
Giraud Albert
Henridge Nicky
Hoefnagel Jooris
Hondt Josse (Hondius)
Maeterlinck Maurice
Mailly Édouard
Milne-Edwards Henri
Momper (de) Philippe
Œrtel Abraham (Ortelius)
Suvée Joseph-Benoit
Tellier Jules
Van Bruyssel Ernest Jean
Van Damme Eliane
Van Dyck Antoon
Verhaeghe de Naeyer Léon François
Vervloet Frans
Yourcenar Marguerite

Olandesi
Dierkens Willem Carel
D’Orville Jacques-Philippe
Heymann Jan
Hoope [...]
Kuyper Abraham
Lestevenon Van Berkenrode [...]
Meerman [...]
Pitloo Anton Sminck
Schellinks Willem
Stomer Matthias
Ten Hove Nicolaas
Thornbury Nathaniel
Van Egeraat Leonardus
Van Egmont Van der Nijenburg Johan Egidius
Van Nieuwerkerke Willem Hendrik
Van Oyen [...]

Spagnoli
Alfonso V il Magnanimo, re d’Aragona, di Napoli e Sicilia
Carlo III di Borbone, re di Napoli e Sicilia
Castilla Carlos
Cervantes Saavedra (de) Miguel
Desbrull y Boíl de Arenos Antonio
Enrico d’Aragona [v. Alfonso V il Magnanimo]
Escagüés y Javierre Isidoro
Eugenia de Montijo Bonaparte, imperatrice dei Francesi
Giovanna d’Aragona, regina di Napoli
Giovanni II d’Aragona, conte di Pegnafiel
Isabella d’Aragona [v. Dampierre (de) Guy]
Luzán (de) Ignacio
Muntaner Ramon
Picasso Pablo
Pietro, infante d’Aragona [v. Alfonso il Magnanimo]
Salas V.
Tafur Pero
Villalon (de) Cristóbal

Russi
Anonimo russo [v. Povsednevnye zapiski...]
Aseev Nikolaj Nikolaevic
Belyj Andrej
Bogoljubov Aleksej Petrovic
Bronevskij Vladimir Bogdanovic
Bunin Ivan Alekseevic
Certkov Alexandr Dmitrievic
Cvetaev Ivan Vladimirovic
Doçenko A.
Gerc K. K.
Gorskov V.
Jugorskij Sergej Vladimorovic
Jusupov Feliks Feliksovic
Kign Vladimir Ljudvigovic
Kortelov Afanasij Lazarevic
Kovaleskij Maksim Maksimovic
Kun N. A.
Matveev Fëdor Michajlovic
Merezkovskij Dmitrij
Muratov Pavel Pavlovic
Neustroev Aleksandr Nikolaevic
Nicola I Romanov, zar di Russia
Norov Avraam Sergeevic
Osorgin Michail Andreevic
Paulovic Konstantin Pavlovic
Plecityj D. F.
Reklju E.
Rykaceff Alexandr Petrovic
Semenjuta P. P.
Seremetev Boris Petrovic
Siskov Aleksandr Semenovic
Sreznevskaja Ol’ga Izmailovna
Sreznevskij Izmail Ivanovic
Stravinskij Igor
Studickij Fëdor Dmitrievic
Tolstoj Pëtr Andreevic
Turgheneva Asja [v. Belvj Andrej]
Vasnecov Victor Michajlovic
Vodovozova Elizavetta Nikolaevna
Volkonsky (Volkomskaaja) Maria Nikolaevna
Vorob’ev Maksim Nikiforovic
Vorob’ev Sokrat Maksimovic
Vsevolòzskij Nikolaï Sergeevic

Polacchi
Anonimo polacco [v. Opisanje..]
Belza Stanislaw
Bielinski Franciszeck
Borch (de) Michal Jan
Clüver Philipp (Cluverius)
Dantyszek Jan
Goluschowski Viktor
Iwaszkiewicz Jaroslaw
Kamsetzer Jan Chrystian
Kossakowski Jan Nepomucen
Kozicki Stanislaw
Krasinski Zygmunt
Laski Stanislaw
Litynski Michal
Mickiewicz Adam
Mieroslawski Ludwik
Morsztyn jan Andrzej
Morsztyn Stanislaw
Niegoszewski Stanislaw
Niemcewicz Julian Ursyn
Poniatowski Stanislaw
Potocki Jan
Potocki Stanislaw Kostka
Smorcrewski Adolfo
Szymanowski Karol
Wiszniewski Michal

Rumeni, cèchi, ungheresi, slavi
Alecsandri Vasile
Antunovic Ivan
Balcescu Nicolae
Negri Elena [v. Balcescu]
Belar Albin
Brâtianu Gheorghe
Capek Carel
Danic Jovan
Domin Karel
Eliade Mircea
Erôdi Bela
Ferenczi Sándor
Hasistejnsky z Lobkovic Bohuslav
Helfer Jan Vilém
Heliade-Radulescu Ion
Hercik Jan
Petroviç Rastko
Presl Karel Borivog
Springer Anton
Veres Sasha
Zamfirescu Duiliu
Zeyer Julius

Scandinavi
Andersen Hans Christian
Berthelsen Thoma
Brockenhaus [Brockentrauf] Erik
Ehrensvärd Carl August
Friedländer Herbert
Helms Marie
Holst Hans Peter
Illmoni Immanuel
Kaijärvi Yrjö
Lagerlöf Selma
Münter Frederik
Munthe Axel
Olsen Hroar
Schouw Joakim Frederik
Sillen Gustaf
Snoilsky Carl Johan Gustaf
Stempel Karl
Stolberg (Zu) Friedrich Leopold
Thorvaldsen Bertel

Arabi
‘Abduh Muhammad
‘Abû Hâmid ibn ‘Abd ar-Rahîm ‘al Garnâti
Al-Harawî ‘Alî ibn Abî Bakr
Al-Himyarî Abû ‘Abd Allâh Muhammad
Al Masûdi ‘Abû ‘al Hasan
Al-Muqaddasî Muhammad al Basârî
Edrisi
Ibn Giubayr Abû ‘al Husayn
Ibn Hawqal Muhammad
Ibn Qalâqis Abû al-Futûh
Ibn Saîd ‘Alî ibn-Mûsâ
Ibn Uthmân al-Miknasi Muhammad

Ebrei
Azulày Hayyïm Yosëp Dawïd
Benjamin bar Jonah da Tudela
Ben Menahem Meshullam
Obhadhyâh Yârê da Bertinoro

Turchi, Greci
Celeby Mehmet
Costantino I, re dei Greci
Pîrî Re’îs
Roìdis Emmanuìl

Statunitensi
Adams Henry
Anonimo americano [v. From Palermo...]
Berenson Bernhard
Berman Eugène
Bigelow Andrew
Bonner Eugène
Brown George Loring
Butler William Allen
Capote Truman
Choules John Overton
Clark John Alonzo
Cole Thomas
Cooper Gordon
Cox Samuel Sullivan
Crawford Francis Marion
Crockett Henry Clay
Cromwell Mary Louise Brooks
Durand Field Alice
Emerson Ralph Waldo
Forman Henry James
Gardner Antoine
Gould William
Hazelton Haigh Elizabeth
Horner Gustavus
Howe Maud Elliot
Irving Washington
James John
Kubly Herbert
Marsh George Perkins
Melville Herman
Morgan John Pierpont
Motley John Lothrop
Nast Thomas
Ordway Donald
Parkman Francis
Peixotto Ernest Clifford
Pennell Joseph
Pound Ezra
Rafinesque Schmaltz Constantine
Rapelje Georg
Riggs Arthur Stanley
Rockwell Charles
Schroeder Francis
Silliman Benjamin
Stern Michael
Stone Peter
Sully James
Taylor James Bayard
Toor Frances
Tuckerman Henry Theodore
Valderbilt Cornelius
Williams Tennessee
Willis Nathaniel Parker
Wilstach Paul
Winthrof Harry Cortenoy Bodwin
Wood Arnold
Wood King Charles

Altri
Antonio (Sant’) da Padova
Brown Ashley
Mendes Murilo
Ogilvie Edward David Stewart