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DELL’AMORE                                         

..."Voglio che le tue orecchie continuino a udire il vento,
che fiuti l’aroma del mare che amammo uniti
e che continui a calpestare l’arena che calpestammo."
..."perché così conoscano le ragioni del mio canto."
P. Neruda,1960


AMANTI

Quì
tutto l’essere.
Sono
perché dorme accanto a me.
Il fuoco illumina.
E... il fuoco
inevitabilmente
porta al mare,
al movimento eterno.
La memoria
si inoltra
e trova
il dramma
la morte.
Alzi lo scudo.
La memoria
si inoltra
e trova
l’amore
il dramma.
"... la bocca mi baciò tutto
tremante"... "quel giorno più
non vi leggemmo avante".
No.
È un cammino
da cui tornare.
L’amore e poi
la vita
da chiudere
leggendo
un libro...
Insieme.


 ARCHITETTURE MILLENARIE

 La strada di latta
è gialla di sole.
Case di pietra.
Tra verde e azzurro
il violento blu.
Architetture millenarie.
Tu
solitario
ti aggiri,
probo nei tuoi pensieri,
sull’onda che si staglia
sinuosa e viva.
Giovani vite
danzano
si intrecciano mani
bianchi sorrisi
si regalano.


 SILENZIO 

Sfilano
immagini
sbiancate.
Di cupi
dolori
schiavo.
I tuoi occhi.


 ASSERVIRE

Asservire
un’immagine.
Estinguersi.


RAREFAZIONE

Il corpo
fluttuerà.
L’anima
libera.
Il giorno. 


CERCARE 

Lontano
sei lontano.
Il fumo
nero
si disfa
nei nostri rancori.
Amerei ripetermi,
cercare
l’essenza che ci unì.


SETTEMBRE 

Sulla mia pelle
il calore
di un sole
corso e ricorso.
Nelle tue mani
il mio cuore
impetuoso
più del mare.
Resti di un’estate.


POI 

Soffiare Soffiare
il tuo nome l’addio
su una rosa su piccole rose
illuminata illuminate
poi poi
dire alla fine
addio. il tuo nome.


DISSOLVENZA 

Sei
nel silenzio.
Apri grandi gli occhi.
Vedi
dalla sabbia
lunghe ombre
scomporsi nel mare.


 COCCI

Salutai
il giorno dell’amore
con la solita lacrima
della solita
stanca
notte.
Ruppi
equilibri
di anime sradicate
di bestie urlanti
di creature inespresse.
Nuotai
(controcorrente)
raccogliendo
pesci boccheggianti.
Amai.


SOTTOVOCE

Sulla tua tela
seguirai
l’orma
di un gabbiano
passerà veloce
in cerca di mare.
Fermo
sulla pietra
ne schiverai
il profumo.
La prima volta.


NEL GIORNO AUTUNNALE 

I rami colmi
di rosse foglie
ormai
donate all’oblìo.
L’aria satura
di parole scritte
coi raggi
chiari
dei nostri occhi.
Trascuriamo
lo scherno ripugnante
il desolante incontro
dissolvendo
lo struggimento del tempo.


SOFFIO

Nella mano
l’effige
d’una bocca
dischiusa
all’eterno muto richiamo.
Mai dire
ti amo
se non con lo stesso
soffio
d’un addio.
Nello scrigno dell’impossibile
sigilliamo
le ceneri della follia
e la conchiglia
dov’è perenne
il lamento
del mare.